Truffe Online

Il “tecnotrucco” corre sul filo

Tra telefonini, Internet ed e-mail ogni giorno siamo sottoposti a un assedio senza sosta. Un po’ perché le nuove tecnologie, è inutile negarlo, non sono poi così semplici da usare, un po’ perché i tecnotruffatori conoscono alla perfezione i meccanismi psicologici che spingono le persone a cadere nelle loro trappole, è molto facile diventare vittime di inganni e raggiri. Uno dei metodi più usati per far soldi è quello di lanciare delle “esche elettroniche” che spingono chi le riceve a fare telefonate a numeri internazionali o ai costosissimi servizi Audiotex tipo 899 e 166. Il meccanismo usato è sempre lo stesso: si ricevono da mittenti sconosciuti Sms, email o fax che incuriosiscono o fanno preoccupare chi li riceve, al punto che le ignare vittime sono portate a chiamare il numero indicato nel messaggio. Chi riceve Sms del tipo “Luca è fuori dalla scuola che ti aspetta, se non puoi andare a prenderlo avvertimi a questo numero: 899 xxx xxx” o ancora e-mail che comunicano l’avvenuta vincita di un premio e invitano per conoscere i dettagli a chiamare un numero con uno strano prefisso, è la vittima potenziale di uno di questi tiri mancini. Chi non ha mai ricevuto un Sms che chiedeva di telefonare a un certo numero per conoscere la bellissima autrice?


Santi e truffatori

Milioni di navigatori hanno una casella di posta elettro- nica che controllano ogni giorno, e proprio questo è uno dei canali preferiti dai truffatori. Potendo raggiungere un numero enorme di persone in pochi secondi, le e-mail veicolano pubblicità ingannevoli, richieste di sottoscrizioni o proposte di guadagno poco chiare. Molto spesso si innescano meccanismi per i quali non solo riceviamo posta indesiderata, ma diventiamo anche colpevoli fornendo, più o meno inconsapevolmente, gli indirizzi della nostra rubrica o, ancora peggio, coinvolgendo i nostri amici e parenti. Il meccanismo delle catene di Sant’Antonio riesce a generare in pochi giorni un traffico di e-mail che interessa centinaia di migliaia di indirizzi. Probabilmente tra le tante persone che leggono le proposte di affari surreali presenti, qualcuno, è proprio il caso di dirlo, finisce per fare la fine del pesce, accettando investimenti bizzarri o acquistando prodotti in “superofferta irripetibile” che, ovviamente, il più delle volte non vedrà mai. Ogni volta che si riceve un messaggio del genere è meglio ignorarlo.


Promesse da marinaio...

Tra le trappole che, in passato, hanno mietuto più vittime ci sono quelle preparate da società che fornivano accesso a Internet gratuito, senza cioè pagare la connessione telefonica, o che promettevano il pagamento di somme di denaro ai navigatori: il cosiddetto “pay to surf”. Si trattava di società che, in cambio della visualizzazione di banner o della ricezione di e-mail pubblicitarie, garantivano l’accesso a un numero verde per navigare o permettevano di accumulare crediti che, ad un certo punto, sarebbero stati tramutati in denaro sonante. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, si trattava di promesse da marinaio. I fantomatici numeri verdi erano perennemente occupati - mentre banner ed e-mail funzionavano benissimo - e raccogliere i crediti per avere diritto al pagamento era praticamente impossibile, perché la società falliva, o magari cambiava solo nome, giusto quando a migliaia di utenti mancavano pochissimi punti.


Se li conosci li eviti

Dopo aver tracciato un panorama dei più diffusi trucchetti “spilla soldi” di Internet, ecco qualche consiglio generale per evitare di finire nella rete. Innanzitutto, visto che la maggior parte delle truffe si serve di numeri telefonici internazionali o dei temutissimi servizi Audiotex (166, 144, 899 e 892), si può chiedere a Telecom, chiamando l’assistenza al 187, di disabilitare questo tipo di chiamate. Soluzione drastica, ma efficace. Purtroppo il servizio è a pagamento. Al momento di andare in stampa il costo è 13,63 euro per l’attivazione e 2,12 euro al mese. I siti che promettono guadagni facili o servizi gratuiti molto spesso nascondono qualche insidia. E’ meglio diffidare di navigazioni a costo zero o sottoscrizioni che permettono di salvare la foresta amazzonica semplicemente inoltrando un Sms o una mail ad altre persone. Chiaramente non vanno mai “regalati” i dati personali o rilasciati i numeri di carte di credito a meno che non si acceda a siti di sicura affidabilità che trattano i dati in modalità protetta. Installare programmi che si scaricano automaticamente quando si accede a un sito è molto rischioso (anzi, se non si è consapevoli delle spese cui si va incontro, è praticamente un suicidio). Meglio non farlo. Per finire, quando si ricevono e-mail o Sms sospetti con l’intestazione di una grande società, come nel caso dei messaggi inviati a nome degli operatori telefonici che promettevano ricariche e premi, è bene chiamare il loro numero verde per chiedere spiegazioni: nella maggior parte dei casi si scopre che l’Sms è un falso! Uno dei tanti trucchi utilizzati per spillare quattrini ai navigatori inesperti.

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